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Una bambina

da Bambino di Alda Merini

Nella sua vita Valeria ha continuamente nutrito, ascoltato, tenuto per mano, dato voce alla bambina che era in lei.  Valeria ha accompagnato e amplificato lo stupore di tutti i “suoi bimbi”, insieme al suo stupore, che non ha mai cessato di pulsare in lei. E in questo io l’ho incontrata.
Ogni artista ha un ampio spazio per il “suo bambino” che parla, vede, sente, gioca, immagina, crea… qui si fonda la felicità.

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L’arte, in tutte le sue forme, può diventare un tramite, una porta d’accesso.
Valeria non si poneva limiti né davanti ai bambini né riguardo alle proposte per gli operatori che hanno frequentato Visioni in passato, e che ci auguriamo continueranno a farlo in futuro; tutto si può mettere in scena, basta una drammaturgia chiara e una sfida interessante.
Detta così sembra una ricetta semplice, poi bisogna farla.
Allora noi vorremmo comunque proporre una sfida ambiziosa che avremmo senza dubbi affidato a Valeria e che invece realizzeranno alcuni degli artisti con cui era solita lavorare, immaginando di averla davanti.
Bambini e poesia, due universi lontani da far incontrare, senza pretese e con un patto chiaro: io, artista, ti racconto una poesia attraverso la mia arte; non m’interessa che tu, bambino o adulto, la senta recitare, ma m’interessa che tu la veda e condivida quel momento insieme a me, in ascolto e rispetto reciproco.
A nostro avviso la poesia si presta a questa sfida e all’incontro, anche con i più piccoli. Perché a ciò che è poetico piace sfuggire alla comprensione, ma a volte si lascia catturare per un instante dall’arte, in tutte le sue forme.
Sei poesie, sei momenti speciali interpretati da artisti nazionali e internazionali attraverso la danza, la voce, l’immagine, la musica…

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di
Silvia Traversi, danzatrice e coreografa - Bologna, Italia